• Mugnai informa / 118 in primo piano


    Cari Amici, la Cassazione si è pronunciata confermando la condanna per Silvio Berlusconi, a dimostrazione dell’accanimento giudiziario che da vent’anni si porta avanti contro l’ex premier da parte di una sinistra che da decenni cerca di battere gli avversari – da loro considerati nemici – per via giudiziaria. Lo fece a suo tempo con i leader non comunisti della Prima Repubblica, riprova a farlo adesso con Berlusconi. Ma la differenza c’è e pesa: negli anni ’90 i leader del pentapartito non avevano più consenso né seguito, mentre per Berlusconi non è davvero così. Tutt’altro. Lo si è visto domenica scorsa, il 4 agosto, quando nonostante il caldo opprimente e le 36 ore appena di organizzazione in tanti siamo stati a manifestare sostegno al Cavaliere a Roma, davanti a Palazzo Grazioli dove Berlusconi, sul palco come nel video-messaggio diffuso a poche ore dalla lettura del dispositivo, ha dato prova una volta di più della sua straordinaria forza d’animo. E’ segno che un pezzo importante d’Italia non ci sta. Non ci possono battere politicamente, e la sinistra lo sa bene, ma neppure a colpi di sentenze politiche.

    Ma veniamo alle cose di Toscana, dove la sanità si dibatte tra fine di un modello e incapacità di riformare con regole chiare. Quanto al modello beh, che la sanità toscana fosse tale come Rossi voleva far credere noi non l’abbiamo mai bevuta. Ora però l’ha detto anche il ministero, e alla giunta regionale altro non è rimasto che brigare sotto traccia e gridare allo scandalo senza opporre, però, alcun dato credibile. Poi c’è la questione riforme, con il 118 in primo piano. La riduzione a 3 delle centrali toscane doveva esser cosa fatta per gennaio. Sei mesi dopo quella scadenza, ancora si naviga a vista. Sì perché la Regione si era data delle regole secondo le quali le tre sedi sarebbero ricadute su Arezzo, Pistoia e Viareggio. Ma pochi giorni fa era di nuovo tutto scompaginato: dall’assessorato si parlava di puntare sulle sedi dei tre policlinici universitari ovvero Firenze, Siena e Pisa. Ovvio: è scoppiata la rivolta. Intanto a Massa si taglia ancora. Fortuna che almeno sono arrivati i soldi del governo per saldare almeno in parte i debiti coi fornitori della sanità. Non basta, ma è qualcosa.

    * Con la presente, da oggi, questo blog renderà pubbliche le news letter  del consigliere regionale Stefano Mugnai
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